I campionati di Promozione ed Eccellenza in Campania sono attualmente interrotti, a bocce ferme un’analisi accurata è efficiente per descrivere il momento vissuto dalla SSC Casoria 1979. Nove vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, sopraggiunta con qualche perplessità di troppo nella partita contro il Mondragone City: una striscia positiva invidiabile, quasi impeccabile, una serie di risultati utili con cui la Viola del Sud ha agguantato la vetta della classifica e sogna la vittoria finale del campionato. Il ruolino di marcia della squadra di mister Manna è sorprendente, ma affrontare al meglio il rush finale sarò la prerogativa principale; il calendario non è particolarmente agevole, battere Città di Brusciano e Rangers Qualiano implicherà un’ardua battaglia da fronteggiare. Di questo e di tanto altro ne ha parlato il presidente Fabio Baraldi, intervenuto nel corso della diretta Facebook di Sport Event.
Quale squadra si aggiudicherà la vittoria finale? “Nessuno lo sa al momento, ma devo ammettere che i miei ragazzi si sono strameritati di essere lì in vetta alla classifica per la loro dedizione. Indipendentemente da come terminerà il campionato, sono orgoglioso del lavoro della squadra, nonostante l’obiettivo stagionale diverso, il cambio in panchina a corso d’opera e altre variazione durante la stagione. Tireremo tutte le nostre frecce presenti nel nostro arco fino alla fine dei giochi“.
Rammarico per qualche punto perso? ” Sicuramente, però secondo un’analisi attenta non siamo gli unici ad aver perso punti. Anche altri avversari hanno riscontrato difficoltà e hanno perso alcuni punti. A gennaio eravamo a -11 dalla vetta e abbiamo recuperato terreno, ma non siamo la Società che ha speso di più per essere in testa. Un vai e vieni di prestazioni con periodi altalenanti per tutti gli avversari. Un plauso, però, ai membri del mio staff per la preparazione fisica e mentale della squadra, in particolare a chi si prende cura dei miei ragazzi“.
Analisi dei numeri del Casoria in questa stagione?: “Non guardo le statistiche, non mi focalizzo su questi aspetti. Non c’è nessun capocannoniere in squadra, ma ognuno dei miei ragazzi ha segnato almeno un gol. Questa squadra è stata costruita con un leader per ciascun settore e sono stato fortunato in questo. Nel mio percorso ho incontrato degli uomini eccezionali, nella fattispecie Domenico Rega e Alessio Foti, due uomini di esperienza e due persone umanamente squisite, poiché rispettano i loro impegni e sostengono l’idea di inizio stagione della Società. Consiglierei questi due ragazzi, insieme a Simone Petricciuolo, a qualsiasi squadra“.
Campionato apertissimo fino all’ultima giornata? “Il campionato è avvincente, ogni squadra mi ha insegnato qualcosa quest’anno. Tutte possiedono una prerogativa, secondo la quale, se ottenessero il primato, meriterebbero di vincere. Complimenti per il loro andamento stagionale e per la forza mostrata“.
Com’è cambiata la squadra dopo l’arrivo di mister Manna? “Il responsabile principale del cambio in panchina sono stato io, poiché ho commesso degli errori. Ho subito alcune decisioni prese, anche se non riuscirò mai a cambiare la mia visione. Sono contento della scelta tecnica effettuata, non perché mister Imparato non avesse le capacità di guidare la squadra, ma sono cambiati gli obiettivi a stagione in corso e abbiamo deciso di puntare su un allenatore pronto per vincere. Naturalmente sono stati ingaggiati dei calciatori diversi, atti al raggiungimento dei nuovi obiettivi. Premetto che Fabrizio non mi ha chiesto dei giocatori specifici, ma esclusivamente dei profili preparati. Sono soddisfatto del suo operato e di quello del suo staff“.
Quanto conta instaurare un rapporto di sinergia e fiducia con le altre società sportive? “Pratico sport da tanti anni e applico ciò che ho appreso nel corso della mia carriera. Non porto avanti nessuna guerra la domenica, se vinco applaudo i miei, se perdo applaudo gli altri. Il calcio può far emergere sfaccettature non consone ai valori di questo sport, si tratta di un’attitudine per delle emozioni non sempre agevoli da gestire. Non ho mai insultato o aggredito nessuno nella mia carriera, personalmente vivo lo sport con questa modalità. Anche perché lo scopo è educare e ci sono delle regole da seguire necessariamente. Mai accetterò la pratica della violenza sui campi e non, ci sono piaceri e doveri professionali da considerare“.
Quale sarà il tuo futuro da presidente? “Credo sia risaputo che abbia dato disponibilità a fare la Turris, ma ciò non implica che questo scenario si realizzerà, poiché ci sono dei procedimenti diplomatici piuttosto delicati. Dopo il mio biennio a Casoria, noto con dispiacere che purtroppo non c’è un seguito e non esiste una tifoseria concreta. Non ho mai promesso la Champions, ma ho sempre creduto in questo progetto e nella crescita del club. Dalla Prima Categoria alla Promozione, sugli spalti le domeniche non vedo nessun sostenitore nel concreto che reclami di giocare l’Eccellenza o una categoria superiore. Vorrei essere apprezzato maggiormente, presto lascerò la Promozione per categorie superiori“.
Perchè Il Casoria disputa le sue gare casalinghe a Torre? “Ho deciso che la squadra avrebbe giocato le sue partite casalinghe allo stadio ‘Liguori’, perché a Torre ho trovato un’amministrazione comunale molto avvezza allo sport. In pochi giorni è stato fatto molto di più rispetto a quanto fatto dal Comune d Casoria in due anni, sebbene abbia messo a disposizioni dei fondi personali per ristrutturare il ‘San Mauro’. Il sindaco mi ha detto esplicitamente che la Turris deve avere inderogabilmente lo stadio, sono rimasto sorpreso dalle sue dichiarazioni. Molte volte alcune mie proposte sono rifiutate, vorrei potesse cambiare questa situazione. Personalmente mi sento in difetto con i tifosi viola, tant’è che ho avanzato diverse proposte per invitare loro a sostenere la squadra“.
Come sta vivendo la squadra questo periodo di sosta? “Direi malissimo, il mister ha programmato tante sedute di allenamento. Non Vorrei essere nei panni dei ragazzi!“.
Quanto sarà complicato affrontare il Brusciano in trasferta? “Sono disilluso, ormai non mi aspetto niente per non essere deluso. A gennaio ci siamo chiusi volontariamente in una bolla senza consentire a nessuno di accedervi per evitare distrazioni e interferenze esterne. A Casoria ci sono solo Rosario Rullino e Nando Troise, gli unici due tifosi i quali tifano veramente la maglia viola“.
La Turris è l’unico club a cui hai dato la disponibilità in vista della prossima stagione? “La mia deadline è fissata per il 31 marzo, poiché fortunatamente ho ricevuto anche altre proposte. Posso investire in qualsiasi squadra e utilizzare il titolo a mio piacimento. Chi avrà l’onore di avere me come presidente in futuro, dovrà allontanarsi dalla squadra, perché il titolo appartiene a me e desidero solo far crescere il club, qualsiasi esso sia“.
Sarebbe un sogno essere nominato presidente della Turris? “Il sogno sarebbe realizzare con la Turris ciò che ho in testa, dunque costruire qualcosa di importante. Voglio soltanto evidenziare che i presidenti, come i tifosi, vanno necessariamente rispettati“.
Quale squadra teme di più per il rush finale? “Credo il Casoria… Abbiamo un calendario complesso, ma non siamo gli unici. Anche se devo ammettere non mi aspettavo una stagione simile del Gricignano, ma sono felice per questa squadra. La dirigenza di questa squadra è molto competente, mi ha sempre accolto con tanto affetto.
Come si fa a costruire un senso di appartenenza senza avere uno stadio di casa? “Penso in verità sia semplicemente una scusa. Almeno in questa categoria, i presidenti investono tanto; pertanto, il limite per un tifoso, intento a sostenere la propria squadra, sarebbe la distanza dell’ubicazione di uno stadio? Pagherei per avere qualcuno che difenda ciò che già possiede“.
Quale piazza o tifoseria affascina maggiormente? “Sono innamorato de tifosi del Pianura, ma una piazza affascinante è dove ci sono persone le quali di domenica apprezzano il lavoro svolto nel corso della settimana. Non credo ci sia una piazza migliore di un’altra, dipende esclusivamente dall’andamento di un ciclo, destinato prima o poi a terminare. La situazione Turris è un esempio lampante: con la bocca si costruiscono castelli, ma nella vita sai sempre ciò che lasci ma mai ciò che trovi“.
Notizie sulla riapertura del “San Mauro”? “Il 28 agosto è stato divulgato un bando, mi sono adoperato per rintracciare architetti e professionisti, i quali hanno iniziato a lavorare. Secondo la loro riflessione, sarebbe stato impossibile partecipare al band in modo completo in 30 giorni. In seguito, sono venuto a sapere che un’ASD aveva soddisfatto i requisiti nel bando ed era riuscita nei tempi stabiliti. Sono stati bravissimi e spero che lo stadio riaprirà presto con le migliorie realizzate“.
Quale calciatore ti ha più impressionato? “Sicuramente mi ha sorpreso Polizzi del Città di Brusciano,. Ma voglio ammettere che sono rimasto stupito anche da Alfredo Di Domenico e tutti i miei Under. Domenica scorsa erano 7 gli Under in campo tra le nostre fila, sembravano dei veterani“.
Quale giocatore ingaggiato nell’ultima sessione di calciomercato ti ha più impressionato? “Non c’è un calciatore specifico, Alessio Foti è stato l’acquisto più rilevante. Ciononostante, non voglio focalizzarmi sul singolo, ma sul gruppo, edificato proprio dal capitano, Domenico Rega e Simone Petricciuolo, baluardi della squadra. Nessun mi ha impressionato nello specifico, tutti son eccezionali“.





